Rododendro: i consigli per far crescere la pianta rigogliosa

Il rododendro è una pianta che fa parte della famiglia delle Ericaceae. Il significato del suo nome è albero delle rose, dal greco rhodon (rosa) e dendron (albero). Sembra che fosse già conosciuta intorno al ‘500 ma si dovrà aspettare l’800 perché giunga in Europa. George Forrest, facente parte della Royal Horticultural Society e ne identificò diverse.

È un fiore molto fragile, che necessita di condizioni ambientali particolari ed è quello che viene regalato di solito per le dichiarazioni d’amore. Sono presenti circa 800 varietà di rododendro. Ci sono alberi con foglie persistenti o caduche, arbusti piccoli o alti fino a 30 metri. In questo gruppo sono presenti anche le azalee.

I fiori possono essere di forma piatta, a imbuto, a campanula mentre hanno colori che vanno dal bianco, alla lavanda, al rosa, all’arancione. Si possono presentare singoli oppure presentarsi in gruppi, arrivando anche a 20 cm di grandezza.

Coltivazione ed esposizione

Il rododendro è una pianta di montagna e l’ambiente in cui deve essere coltivato deve essere umido e fresco. Il terreno dove piantarlo deve essere privo di calcio, ben sciolto e acido. Quello perfetto è il terreno che si trova in alta montagna. A primavera per favorire la fioritura, che si svolgerà in periodi particolari dell’anno, va unito del concime a seconda della specie di appartenenza.

La pianta ha bisogno di ombra e semi ombra perché non sopporta i raggi diretti del sole. Se ci si trova al di sopra degli 800 metri di altitudine, si potrà tranquillamente posizionarla in un luogo soleggiato. A seconda della specie, cambiano anche le temperature preferite: ad alcune piacciono quelle fredde, ad altre quelle calde. L’umidità invece deve rimanere sempre costante. La pianta va nebulizzata sempre, utilizzando preferibilmente dell’acqua non calcarea.

Per non sbagliare, si può raccogliere l’acqua piovana. Oltre ai giardini, alcune tipologie possono essere anche coltivate nei vasi, ma la scelta va fatta correttamente. Si possono scegliere gli ibridi, che di solito sono piccoli e realizzano delle meravigliose fioriture. È necessario scegliere con molta attenzione dove collocarla, la qualità del terriccio e la temperatura.

Coltivazione in vaso

Per la propagazione del rododendro il modo che è senza alcun dubbio migliore è sicuramente quello del taleaggio, che si effettua, prelevando in tarda primavera (giugno) alcune porzioni di rami dell’anno passato che abbiano una lunghezza di circa 8-10 centimetri. Bisogna svolgere il taglio, utilizzando una cesoia che sia molto affilata e che abbia delle lame che siano state in precedenza sterilizzate e si può immergere la talea in una soluzione composta da acqua ed ormoni radicanti, in modo da favorire l’emissione delle radici avventizie.

Questa tipologia di prodotti può essere facilmente trovata nei negozi che si occupano di giardinaggio. La talea deve essere posta in vaso che abbia un substrato composto sia da terriccio sabbioso che da torba e deve essere mantenuta lontana dal sole diretto e in condizioni di umidità fino a che non si sia completata la radicazione. In seguito, può essere effettuato il trapianto o in vaso o in terra. La moltiplicazione per seme del rododendro può essere fatta ma è sconsigliata per almeno due motivi. Il primo è che per vedere questi esemplari fiorire, è necessario aspettare molti anni. Mentre la seconda è che con la ricombinazione genetica c’è sempre una grande imprevedibilità riguardo alle caratteristiche delle piante che si riusciranno a ottenere.

La coltivazione in vaso delle piante di rododendro dovrebbe avere un rinvaso effettuato ogni uno o due anni, occupandosi di sostituire ogni volta il contenitore precedente con uno di dimensioni più grandi ed arricchendo il terreno con una sostanza organica a reazione acida (aghi di pino, torba …). Le piante di rododendro anche se molto eleganti e belle, non sono fra le tipologie più semplici da coltivare perché necessitano di particolari attenzioni e cure. Tuttavia, conoscendo qualche trucchetto si possono far crescere piante rigogliose e molto belle.

Il terreno e la concimazione

Come altre piante appartenenti alla famiglia delle ericacee, la maggior parte delle specie di rododendro preferisce terreni acidi con un PH preferibilmente compreso fra 4.5 e 5.5 circa. Il rododendro cresce bene in suoli molto ricchi di fertili, sostanza organica e drenati bene, se il terreno dove si vuole collocare una pianta avesse un pH neutro/alcalino è assolutamente necessario scavare una buca e porre sul fondo del tessuto non tessuto, riempiendola con del terriccio che sia indicato per piante acidofile oppure un misto di terriccio universale, corteccia di pino compostata, terra di castagno, o aghi di conifere. Gli stessi substrati devono essere usati per le piante di rododendro che vengano coltivate in vaso.

La selezione da parte dell’uomo ha portato all’ottenimento di alcune varietà di piante di rododendro che tollerano in modo migliore il terreno calcareo e con pH neutro-alcalini (sino a 7.5). Ogni anno, prima che avvenga la stagione vegetativa, il terreno deve essere arricchito ponendo della torba fresca in modo sia da apportare sostanza organica, che di mantenere il pH acido. Nel periodo vegetativo (che avviene da aprile a ottobre) queste piante devono essere concimate usando un fertilizzante adatto a questa tipologia di pianta.

Sono molto comodi i formulati liquidi, da diluire nell’acqua usata per le innaffiature e da utilizzare con cadenza bi- o trisettimanale, oppure i concimi granulari a lenta cessione da mettere ogni tre o quattro mesi.

La fioritura

Le specie asiatiche di rododendro sono maggiormente indicate per i giardini perché hanno una fioritura abbondante. I fiori del rododendro presentano una forma ad imbuto con petali ondulati e lisci. In molti casi il rododendro come l’azalea, fiorisce durante il mese di maggio in piena primavera, e spesso coincide con la Festa della Mamma.

Cura e potatura

Le annaffiature devono essere svolte regolarmente dalla stagione primaverile a quella estiva e poi diminuite durante quella autunnale e invernale. Devono essere effettuate in modo abbondante, prestando attenzione ai ristagni, che potrebbero causare dei danneggiamenti alle radici. A tal proposito, nel momento in cui viene fatta la messa a dimora, è un’ottima idea stendere uno strato di ghiaia e sassi, in modo da rendere più facile il drenaggio. Solo nel periodo primaverile va svolta la potatura poiché il freddo potrebbe far gelare la pianta. Va fatta con cura, eliminando il meno possibile e provando a far rimanere inalterata la forma della pianta.

Il significato

Il rododendro è considerato il re degli arbusti tra le piante da fiore sempreverdi collocate nei paesaggi temperati. Simboleggia l’eleganza, la temperanza in virtù della moderazione e la bellezza. Nel linguaggio dei fiori, viene indicato come un fiore che invita ad avere cautela in vista di possibili insidie, questo a causa della tossicità di alcune varietà di rododendro. Per i loro potenti poteri di protezione, soprattutto delle abitazioni, i rododendri venivano utilizzati in incantesimi magici e rituali antichi.

Pagina originale > www.repubblica.it

Lascia un commento