La pianta di lampone e i suoi frutti: i consigli

Il lampone è una pianta da frutto molto versatile che può essere coltivata con successo in molti giardini e aziende specializzate. Inoltre, si tratta di un vegetale che cresce anche spontaneamente e si adatta con facilità ai climi montani, almeno fino ai 1.500 metri, circa, di altitudine. L’inizio del periodo attivo della pianta è un fattore che contribuisce alla sua forte resistenza; infatti, i fiori sbocciano a primavera inoltrata, solitamente verso maggio, riuscendo quindi a sfuggire ai cambiamenti repentini tipici dei primi mesi primaverili.

L’arbusto del lampone appartiene alla famiglia delle Rosaceae e può produrre sia i tanto conosciuti frutti a cono di colore rosso, sia frutti di colore giallo pallido. Infatti, le varietà di lampone sono tante, ma solitamente la specie che viene coltivata è quella del lampone europeo. Il loro consumo pare avere origini molto antiche: le prime tracce di lamponi, o Rubus idaeus, risalgono al Medioevo. Oggi i suoi frutti sono molto diffusi e apprezzati, anche grazie alle numerose proprietà antiossidanti, che riescono a rallentare e prevenire l’invecchiamento cellulare.

La sua coltivazione richiede alcune specifiche accortezze che vanno accompagnate a una corretta potatura. Così è possibile garantire un’abbondante produzione di frutti.

La coltivazione del lampone

Il lampone prospera in climi caratterizzati da temperature medie e predilige i terreni ben drenati e ricchi di sostanze organiche, invece è meglio evitare i terreni calcarei o argillosi, troppo compatti.

La pianta di lampone per essere coltivata al meglio necessita di una posizione ben esposta ai raggi solari ma non per tutto il giorno, altrimenti sorge il rischio che la terra diventi arida e le foglie comincino ad appassire.

La preparazione del terreno è un altro passo importante: prima di piantare, è necessario arricchire il terreno con compost o letame e rimuovere tutte le erbacce circostanti.

I lamponi possono essere coltivati in due modi principali:

  • i lamponi eretti: in questo caso la pianta di lampone risulta più facile da gestire, cresce e si sviluppa in verticale attraverso un supporto di legno o metallo, come ad esempio una palizzata.
  • i lamponi rampicanti: questa tipologia di cultura, invece, richiede un sostegno più robusto, come una pergola o un recinto, dato che il fusto dei lamponi si sviluppa in modo orizzontale.

Prendersi cura del lampone

Un elemento fondamentale per la cura del lampone è l’irrigazione. Durante la stagione di crescita attiva, è importante mantenere il terreno costantemente umido, senza eccedere con il dosaggio d’acqua. Durante i periodi estivi, di maggior siccità, la pianta potrebbe richiedere un’irrigazione di gran lunga maggiore. L’erba tagliata, la segatura o altre tipologie di paglia e concime, possono essere molto utili, infatti se applicate alla base del tronco di lampone permettono di mantenere il terreno umido al punto giusto, prevenire la crescita di erbe infestanti e preservare una temperatura costante del terreno.

Un altro step centrale coincide con la concimazione vera e propria: prima della fioritura è consigliato applicare un fertilizzante bilanciato a lento rilascio e ripetere poi l’applicazione ogni primavera. Durante la fioritura e la produzione dei frutti è, invece, preferibile un fertilizzante ricco di potassio, per favorire una buona crescita e un sapore intenso dei lamponi.

Inoltre, è importante proteggere il lampone dai parassiti e dalle malattie comuni. Alcuni segnali spia possono essere le foglie gialle, l’insorgenza di macchie o la presenza di insetti. Per cogliere in tempo questi segnali è consigliabile monitorare regolarmente le piante, agendo poi tempestivamente con insetticidi o fungicidi.

La potatura del lampone

La potatura del lampone è essenziale per mantenere la pianta sana e aumentare la sua produttività, sia di fiori che di frutti. Generalmente la potatura va effettuata durante i mesi autunnali, quando la pianta è già in stato di riposo. Si procede rimuovendo le parti secche e i vecchi fusti fruttiferi che hanno prodotto lamponi durante la stagione precedente, tagliandoli direttamente alla base. Al contrario, bisogna conservare i polloni, ovvero i nuovi getti spuntati alla base della pianta, perché saranno quelli produttivi l’anno successivo. Durante l’estate, si possono potare anche i getti laterali, a una lunghezza di 30-45 centimetri, per mantenere la pianta ben ordinata e evitare una sua espansione incontrollata.

Tuttavia, i più esperti aggiungono un’ulteriore divisione tra i lamponi uniferi, che producono solo una volta l’anno, e quelli rifiorenti che riescono a regalare lamponi in maniera consecutiva per diversi mesi, ma con dimensioni del frutto più piccole. Nel primo caso, la potatura si effettua alla fine dell’inverno. Invece, nel caso del rifiorente è bene agire a più riprese: in autunno, in piena primavera e anche in estate.

La coltivazione della pianta del lampone, quindi, se seguita con la giusta cura e attenzione può regalare una raccolta ricca e gustosa. L’importante è assicurarsi di preparare il terreno nel modo giusto, innaffiare a intervalli regolari ed eseguire una potatura certosina, per mantenere la pianta in salute.

Pagina originale > www.repubblica.it

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