Il basilico: pianta magica e “regale” per greci e fenici, profumo dell’estate in Liguria

E’ il profumo (e anche il sapore) dell’estate in Liguria, la base per il pesto, certamente, ma anche il “tocco” profumato del cundijun (insalata di pomodori, cipolle, tonno, bottarga e quant’altro, ma ne parleremo in una prossima puntata) o del sugo di pomodoro fresco. E’ il Basilico genovese che, assieme all’Olio extravergine delle Riviere, può fregiarsi della Denominazione d’origine protetta, la Dop.

Una pianta antica, conosciuta da fenici, greci e romani, coltivata e usata a fini ornamentali, terapeutici, magici. L’Ocymum basilicum, famiglia delle Labiate, diventa in latino basilicum, traduzione dal greco òkimon=basilico e basileus=re, l’erba regale, insomma. Stranamente non esistono, nei ricettari antichi, tracce del suo uso in cucina, ma bisogna tenere presente che le piante coltivabili nell’orto o nei vasi, non hanno avuto spazio nei libri di cucina, salvo rare eccezioni. Nemmeno la maggiorana, il prezzemolo e il rosmarino compaiono ricettari: le piante aromatiche, le piante spontanee, non costavano nulla (a differenza di oggi) e quindi non avevano prestigio.

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